Il ristorante, forse non ci hai mai pensato, ma è una perfetta palestra per imparare a leggere il linguaggio del corpo. Le persone sedute ai tavoli mandano tutti i segnali necessari a capire cosa stanno pensando davvero ed è divertente – oltre che utile ad affinare la tecnica – mettere in pratica la lettura del non verbale su perfetti sconosciuti che non incontreremo mai più.

Il nostro coach Sergio Omassi, specializzato in comunicazione relazionale ci guida in un divertente esperimento, che ci mostrerà alcuni aspetti della comunicazione non verbale che potremmo ritrovare anche nei nostri clienti. E che, fidatevi, è meglio sapere!

Una gatta ha due figli: Pallina e Roger. Quale è il nome della gatta!

Il suo primo indovinello, lo ammettiamo, ci ha mandati in tilt. A volte la soluzione è così scontata e davanti ai nostri occhi che fatichiamo a vederla. Probabilmente hai risolto l’indovinello subito, ma altrettanto probabilmente fai parte di quelle persone che non riescono a trovarne un’uscita in meno di 30 secondi.

Perché? Perché agiamo secondo le nostre previsioni e le nostre abitudini. Il cervello è progettato per risparmiare energia e tempo, per faticare il meno possibile e quando deve percepire qualcosa di nuovo, tende a semplificarlo e a collocare gli elementi noti dove di solito li ha incontrati in situazioni simili.

Così non ti sei forse accorto che alla fine della seconda frase non c’è un punto di domanda ma un punto esclamativo. “Quale” è il nome della gatta.

Al di là del fatto che l’Ente Protezione Animali dovrebbe punire chi dà un nome del genere a una creatura, è un ottimo esempio per farti capire quali sono le trappole nella lettura del linguaggio non verbale. Il corpo di una persona dice sempre tutto, ma spessissimo non facciamo attenzione ai particolari!

Ovviamente l’attenzione è da allenare e uno dei luoghi migliori per farlo è il ristorante.

Ogni ristorante è una sala cinematografica.

Recarsi in solitaria in un ristorante frequentato, per osservare altri tavoli ed allenarsi nella lettura del corpo su perfetti sconosciuti è un’ottima pratica da tenere allenata.

I soggetti migliori sono le coppie, perché ci si può concentrare su un’interazione duale, un botta e risposta che vede solo due persone protagoniste.

Consiglio di scegliere un tavolo in cui si possano vedere anche i piedi delle persone, vediamo poi il perché.

Quando hai scelto il tuo tavolo inizia il film.

A circa sei metri davanti a te, ci sono due giovani tra i ventiquattro e i trent’anni. Lui piuttosto smilzo e vestito sportivo – lo chiameremo Guido – è proteso verso di lei, con i gomiti appoggiati al tavolo. Lei, che chiameremo Mara, ha capelli castani appena sopra la spalla, un vestito sobrio a mezza coscia e sta appoggiata allo schienale, accarezzandosi il braccio destro mentre si guarda intorno a tratti. Capisci che probabilmente è un primo appuntamento… quasi certamente voluto da lui.

Li osservi e capisci che Guido pone delle domande brevi e lascia che Mara risponda. Lei sembra perfettamente a suo agio, sorride spesso mentre parla, lui altrettanto mentre ascolta. A volte Mara scosta i capelli dietro l’orecchio, dando un segnale preciso: puoi sedurmi.

A un tratto Guido dice qualcosa e Mara si protende in avanti a sua volta, abbandonando lo schienale della sedia e accarezzandosi una guancia: capisci che Guido ha toccato una corda affettiva molto gradita dalla donna, che inizia di nuovo a parlare, a volte reclinando leggermente il viso da un lato, per scoprire il collo, altro segnale inconfondibile di disponibilità.

Stai tifando per Guido, felice che stia giocando le sue carte perfettamente, quando ti rendi conto che inizia a parlare e a gesticolare in maniera morbida. Guido parla, parla, parla, entra in modalità monologo e pochi minuti dopo ecco che Mara torna ad appoggiarsi allo schienale e, cosa ancora più preoccupante, aggancia i piedi dall’interno alle gambe anteriori della sedia. Questo gesto dei piedi indica sempre che il soggetto vorrebbe andarsene ma non si permette di farlo, quindi si lega alla sedia, probabilmente per non ferire l’altro.

Inizi a preoccuparti, poiché Guido è ormai in soliloquio andante: Mara si guarda intorno, sposta il suo bicchiere lontano da lei, senza averlo usato per bere: un altro segnale di rifiuto molto forte.

Il cameriere, probabilmente inviato dalla divina provvidenza, si presenta al loro tavolo con due stuzzichini e si prepara a prendere le ordinazioni. Mara lo accoglie come un beduino accoglierebbe la pioggia nel deserto dei Sahara: si protende di nuovo verso il tavolo e si umetta le labbra con la lingua guardandolo. Se il lavorante conoscesse il mondo non verbale ne sarebbe molto felice.

Fanno la loro ordinazione e il cameriere arriva da te, come il vicino che bussa alla tua porta nel bel mezzo di un film avvincente che non puoi mettere in pausa. Fai la tua ordinazione, sperando che nel frattempo al tavolo della coppia le cose stiano andando meglio, ma ti rendi conto, tornando ad osservare i due, che lui sta ancora parlando.

Mara ha le spalle ricurve, come se avesse tutto il peso del mondo addosso; ha anche incrociato le braccia, ma non è servito a dissuadere Guido dal suo monologo e a invitarlo a ficcarsi una patata in bocca. I piedi di lei ora sono puntati entrambi verso la porta di uscita dal ristorante e questo la dice lunga sulla direzione che vorrebbe prendere.

Come andrà a finire?

Per chi sa leggere tutto questo, l’epilogo è annunciato: a meno che Guido non torni nella modalità iniziale, che generava in Mara atteggiamenti corporei di gradimento e predisposizione, ben difficilmente lei sarà disponibile ad una seconda uscita.

Anche se non hai mai seguito un corso sulla comunicazione non verbale, potresti provare a farci attenzione e magari iniziare ad osservare il linguaggio del corpo di persone sconosciute, giusto per renderti conto che esiste un altro canale di comunicazione oltre alla parola.

A quel punto, molto probabilmente, ci vedremo in aula. Al Freelance Hub Festival.

Sergio Omassi ti aspetta il 26 Ottobre 2019 da Talent Garden per una full immersion nel linguaggio non verbale, per scoprire come leggere il tuo interlocutore non solo in base a quello che ti dice a parole, ma in base a quanto il suo inconscio sta trasmettendo attraverso il corpo. Per avere una marcia in più nella vita di tutti i giorni e sul lavoro!

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