Dopo averci spiegato perché il ristorante può essere un’ottima palestra per allenare la nostra attenzione verso il linguaggio non verbale, il nostro coach Sergio Omassi si focalizza su un elemento fondamentale della comunicazione involontaria: le mani, che si sono evolute di pari passo con il cervello, per poter realizzare ciò che esso immaginava.

Osservare come gesticola il nostro interlocutore e come reagisce agli stimoli gestuali che gli proponiamo, ci aiuta a calibrare la nostra comunicazione e a condurre meglio i nostri appuntamenti e trattative, in modo semplice ed immediato.

Sei un paterno? O un materno? E il tuo interlocutore? Come approcciarlo quando l’hai scoperto? Trovi tutti i dettagli nell’articolo del nostro coach. Buona lettura!

Con le mani percepiamo, facciamo e… diciamo cose

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Dove si trova la stazione?

Un turista ti affianca chiedendoti indicazioni per un luogo preciso, che tu ben conosci. Riusciresti ad aiutare questa persona senza muovere nemmeno un dito, oppure non potresti fare a meno di azionare le braccia, le mani, dando indicazioni, simulando svolte a destra o sinistra, rotatorie, sagomando monumenti, ecc?

Nulla di nuovo: puntare con il dito aiuta a spiegarsi, a indicare… ma c’è altro dietro questo gesto?

Facci caso: ci sono soggetti, magari proprio tu, che usano il dito puntato anche come gestualità reiterata, seppur non stiano dando indicazioni ad alcun turista sperduto o non debbano indicare qualcosa di preciso.

Pensa a… Vittorio Sgarbi, ad esempio.

Se non ci hai mai fatto caso, guarda questo breve video al minuto 0.30: come vedrai non sta indicando alcunché, ciò nonostante usa il suo dito come se volesse perforare ripetutamente l’aria.

In questo caso siamo di fronte a un soggetto paterno

Come recitano le Discipline Analogiche, scoperte dal Dott. Stefano Benemeglio, un soggetto che utilizza il dito puntato in modalità reiterata, ha determinate caratteristiche, più o meno accentuate, a seconda del suo vissuto.

In buona sostanza, le Discipline Analogiche suddividono in macro-categorie gli individui sulla base di quale gesto emettono più spesso parlando, ma non si tratta di uno sterile incasellamento dell’essere umano, piuttosto è una sorta di suddivisione per famiglie.

Per essere più chiari possibile: di un gatto possiamo dire che miagola e che ha movimenti sinuosi, ma esistono gatti più socievoli ed altri meno, ognuno di essi ha il suo carattere e non sono tutti uguali. Allo stesso modo, quando diciamo che un soggetto è paterno, affermiamo che ha determinate predisposizioni, mentre probabilmente non ne ha altre.

Si tratta di tematiche sviluppate in corsi che durano giornate intere, ed ovviamente in questa sede non posso entrare in disamina, poiché servirebbe un saggio di almeno duecento pagine, tuttavia provo a darti alcune nozioni di base.

Il soggetto cosiddetto paterno – secondo le Discipline Analogiche – è una persona che incarna l’archetipo del padre, ovvero del genitore che non deve aiutare troppo il figlio, ma semmai deve stimolarlo a crescere e a diventare adulto sottolineando i suoi limiti.

Si tratta, quindi, di soggetti generalmente giudicanti, indicativi piuttosto che accoglienti, naturalmente meno predisposti all’aiuto e al prendersi cura degli altri.

Il loro puntare il dito, analogicamente, dice proprio questo. Spesso un soggetto maschile che ha questa struttura è un ottimo leader e difficilmente teme il giudizio degli altri, mentre un soggetto femminile può subire questo vincolo più facilmente.

E i materni come gesticolano?

Un altro maschio, ma solo perché non è facile trovare video in cui si notino chiaramente i tipi di gestualità di cui sto parlando: anche le femmine rientrano in queste famiglie e lo si capisce, appunto, dalla loro gestualità reiterata.

In questo video vediamo Carlo Lucarelli fare più volte il suo tipico gesto delle mani a triangolo, con le punte delle dita unite, che a volte si aprono e poi si chiudono. Un gesto che anche Angela Merkel fa spessissimo, come lo fa Gerry Scotti, il sottoscritto, e un buon 50% della popolazione.

Chi emette spesso, in percentuale più elevata intendo dire, questa gestualità, esprime un atteggiamento materno, accogliente, protettivo. Un gesto tipico dell’archetipo materno, che tende a tenere il nido unito e a farsi in quattro per gli altri.

La persona materna si realizza quando riesce ad aiutare gli altri, infatti in questa famiglia moltissimi individui praticano il volontariato, aiutano – senza che sia stato richiesto – l’amico che deve fare l’ennesimo trasloco, si alzano da tavola per sparecchiare anche quando sono ospiti, creano tutorial sul web per aiutare le persone a fare cose, a usare software o a cambiare la pucci del bagno (tutto gratuitamente).

In generale offrono aiuto anche quando non è stato richiesto, andando incontro spesso a delusioni e mancati ringraziamenti. Nonostante passino spesso per i buoni samaritani, in fin dei conti aiutano in modo egoistico, per nutrire il proprio sistema energetico, che gradisce proprio quel tipo di carburante.

Alcune pillole operative.

Come ho detto, stiamo semplicemente aprendo il coperchio della pentola e annusando il profumo di un argomento veramente vastissimo, che si presta a numerosi approfondimenti, tuttavia vorrei darti qualcosa di utile prima di salutarti.

Se tu sei un soggetto paterno, difficilmente legherai con soggetti paterni ma più facilmente con soggetti materni, e viceversa. Esistono eccezioni, ed io stesso ne sono un esempio, ma sarebbe davvero difficile sviscerare l’argomento in un semplice post.

In generale possiamo dire che funziona come nel magnetismo, ove il polo positivo viene attratto dal negativo e viceversa, mentre i due poli uguali entrano in repulsione. Per chiarezza ulteriore: nel primo video hai visto un conflitto acceso tra Sgarbi e Mughini. Guarda caso… sono entrambi soggetti paterni.

Se hai un partner paterno/a, probabilmente tu sei materna/o, e viceversa, ma come sintonizzarti sulla frequenza ancora meglio, cosa molto utile nei momenti di stress o di confronto acceso?

Se hai un partner paterno (che punta il dito quando parla)… fatti giudicare e sarà come mettergli davanti il suo piatto preferito: tu acquisirai potenziale. Ovviamente scopri il fianco su faccende leggere, quelle su cui il suo giudizio ti scalfisce poco.

Se hai un partner materno (che fa il gesto a triangolo)… chiedigli aiuto, fatti dare una mano in qualcosa e si sentirà realizzato grazie a te, quindi tu diverrai un elemento significativo per il suo sistema emotivo e sarà più facile rimanere oggetto di desiderio.

Ma volendo si può andare oltre.

Conoscere approfonditamente le Discipline Analogiche, in particolare il simbolismo comunicazionale, ci permette di capire in pochissimi minuti, grazie all’osservazione delle mani, una serie di fattori sui quali possiamo calibrare la nostra comunicazione nei confronti di qualsiasi interlocutore: si tratta di osservare come gesticola e come reagisce a determinati stimoli gestuali che gli proponiamo in maniera operativa.

In particolare potremo capire:

  1. Quale gestualità preferisce che assumiamo;
  2. Quale comportamento gradisce da parte nostra: paterno (stimolante/giudicante) oppure materno (accogliente/protettivo);
  3. Quale tono della voce predilige;
  4. Se si aggancia più al desiderare le cose o al possederle: questo ci permetterà di calibrare penalizzazioni e gratificazioni a sua misura;
  5. Se gradisce sul piano inconscio che noi ci poniamo come affidabili/istituzionalioppure come inaffidabili/trasgressivi;
  6. Se ha idee conclamate generalizzanti contro i soggetti maschili oppure femminili;

Potrei continuare la lista per almeno altrettanti punti, ma rischierei di mandare in corto circuito la tua parte logica. In effetti non è semplice per l’istanza razionale accettare, ad esempio, che alcuni soggetti si coinvolgono emotivamente tramite penalizzazioni e ruoli inaffidabili, poiché questo va contro la logica comune.

Tieni presente, però, che tutto ciò che ti ho raccontato si muove su un piano molto diverso da quello logico/razionale: siamo nel territorio dell’inconscio, che ha una razionalità completamente differente da quella del nostro pensiero logico.

Mentalisti e ipnotizzatori conoscono bene queste lande, infatti riescono a raggiungere un grado di suggestione tale da far sembrare vere molte cose che non lo sono.

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